«… ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui …».
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 1, 29a. 30-34
In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 05 gennaio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 1, 29a. 30-34.
In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Catechesi di padre Massimo di Martedì 21 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Luca 1, 57-66.
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Catechesi di padre Massimo di Venerdì 17 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Luca 1, 1-17.
In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
Omelia di padre Massimo di Venerdì 17 dicembre 2021 – dalla Casa di Riposo Santa Marta – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano di Domenica 19 dicembre 2021 – Luca 1, 1-17.
In quel tempo. Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire». Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito.
Catechesi di padre Massimo di Domenica 12 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 3, 23-32a.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 11 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 21, 28-32.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
È questo un Vangelo che stimola dei ricordi, in particolare anche quelli dell’infanzia. Ognuno ricorda la propria famiglia e anch’io ripenso alla mia: i miei genitori avevano due figli, mia sorella ed io e quando mia madre chiedeva qualche cosa, avevamo un atteggiamento diametralmente opposto. Io ero quello che subito diceva: non ho voglia! Poi però diventavo tutto rosso, perché mi vergognavo di quella risposta e alla fine facevo quello mi avevano chiesto. Mia sorella invece diceva subito sì… e poi rimaneva nel sì! Allora io non sapevo nulla del Vangelo, però mi vergognavo e questa cosa faceva sì che mi muovessi dalla mia posizione, che tornassi sulla mia decisione. Quindi non lo facevo ancora per convinzione, non lo facevo per il Vangelo o perché credevo all’Amore di Dio, ma lo facevo per convenienza. Allora io temevo di avere perso quella considerazione che mamma e papà avevano per me, avevo paura che loro perdessero quella stima per me, sapete la mamma è importante… il papà anche!
Quindi non era ancora il Vangelo a muovermi, non ero cambiato per quello, ma era l’inizio. Anche ora che ho la fortuna, la grazia di confessare, capita che quando confesso, succede che alcuni piangano dall’inizio alla fine. Nel confessare i loro peccati, piangono davanti a Dio. Io non sono Dio, ma se lo fossi direi loro in quel momento come Gesù: Va’ e non peccare più, i tuoi peccati ti sono perdonati …… Devo dire però purtroppo che questa cosa succede sempre meno, non succede più, perché non ci pentiamo più!
Non c’è più la vergogna, la vergogna può essere una cosa positiva, ma pensate che sforzo che c’è nel mondo per eliminare la vergogna, per fare sì che non ci vergogniamo più, perché i nostri ragazzi non si vergognino. Io mi vergognavo solo a guardare una ragazza, ora si vuole dire che va sempre bene tutto, ma cerchiamo invece di imparare quel pudore, quella riservatezza interiore, impariamo a non parlare sempre di noi a tutti
La vergogna è salutare perché ci muove dentro, perché fa sì che si metta in moto un processo, fa sì che ci convertiamo.
C’è qualcosa che non va, perché non piangiamo più, non ci pentiamo più, ma dobbiamo capire che il pentimento è una grazia, che le lacrime sono una grazia!
Ma perché le confessioni ora sono delle sedute psicologiche? Ci lamentiamo degli altri, diciamo che ci comportiamo così per colpa di questo, di quello, per la situazione, per come ci trattano, perché i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri bisnonni avrebbero fatto questo e quello, per come vivevano… Diamo la colpa ai nostri antenati, al nostro albero genealogico. E basta!
Ma con quanta chiarezza vediamo i peccati degli altri! E invece di vedere e di pentirci dei nostri, ci lamentiamo tutto il tempo perché questo mi ha offeso, quell’altro mi ha offeso, quel sacerdote non mi tratta come tratta gli altri.
Guardate, io non ne posso più di sentire tutti quei discorsi sulla santità e su quanto siamo spirituali. Siamo tutti tanto spirituali! Ma poi non ci pentiamo… Se ci pentissimo veramente dei nostri peccati, la confessione durerebbe un minuto! Ma io ve lo dico: c’è qualcosa che non va!
Noi che ascoltiamo tanta Parola di Dio, noi che veniamo a messa tutti i giorni, noi abbiamo un peso grandissimo sopra di noi!
Noi ascoltiamo tanta parola di Dio, ma poi non ci pentiamo e penso che non ci pentiamo, pur ascoltando tanta Parola di Dio, perché siamo come assuefatti, perché si è creato come un velo: non passa più la bellezza, l’Amore di Dio, ma ci nutriamo di generici argomenti sulla spiritualità. Diciamo: sì sì mi sono convertito dieci anni fa…
E che hai fatto in questi dieci anni? Come se la conversione fosse fatta a Lourdes o a Medjugorje…. ripeti sempre quello, hai fatto tanti digiuni … Ma la conversione è una grazia che dura tutta la vita! Non è vero che ti sei convertito dieci anni fa! Perché dico che non ti sei convertito? Perché oggi non sei convertito! Perché oggi, oggi tu non piangi per i tuoi peccati! Stai pensando ai peccati di vent’anni fa? No oggi, oggi devi sentire quanto è grande la sproporzione tra te e Dio, quanto è grande il Suo Amore, il Suo perdono!!! … Perché tu mi dici sempre che ti sei convertito vent’anni fa? Oggi devi piangere per i tuoi peccati, oggi devi vivere questa sproporzione!!
E secondo me proprio perché siamo tanto superdevoti, ci siamo assuefatti a quello a cui invece bisognerebbe non assuefarsi mai, che è la Misericordia di Dio! Se tu vivi la Misericordia di Dio, ti viene da piangere! E non ti salta in mente per niente di confrontarti con tizio o con caio! Se tu ti confronti sempre e soffri per questo, significa che la Misericordia di Dio è scivolata fuori di te, non è entrata dentro il cuore. Se entra dentro nel cuore l’Amore di Dio, è perché è quello che ci fa convertire, capite?
Ci fa convertire il fatto che Dio mi ha amato per primo, non perché sono bravo. Mi ama per primo, mi ama per primo! Questo Amore così sproporzionato di Dio… eh io mi converto perché entra nel cuore questo misura di Amore che non ha misura!!! Allora sì, io mi converto, mi pento, capite? Ho giudicato quella persona, non me ne importa niente se mi ha fatto del male, l’ho giudicata io, ho fatto più male io, non ho usato il criterio di Dio! Capite che noi andiamo in casa o andiamo in macchina ore e ore con la testa a pensare: questo mi ha fatto questo o quello mi ha fatto quest’altro…. non ci siamo! Proprio noi che veniamo a messa, non ci siamo, non ci siamo. Bisogna pentirsi! E ci si pente se si incontra l’Amore di Dio ! Allora se non ti penti, è perché non hai incontrato l’Amore di Dio e ti sei convinto di essere un bravo spirituale, che parla di Dio agli altri, ma tanto guardate: per me e per voi la prova del nove sono le lacrime sui nostri peccati, la gioia di avere incontrato un Papà buono! E io scoppio di gioia soprattutto perché ho incontrato un Papà buono ed è davanti a questo Papà buono che io mi pento dei miei peccati, mi pento e piango E state tranquilli che non avrete più tempo per avercela con gli altri se incontrate la Misericordia di Dio!
Signore grazie! Grazie! Grazie per questo Vangelo, grazie perché ci inviti alla conversione, grazie Signore Gesù! Fa’ che io mi vergogni sempre dei miei peccati, lode e onore a Te Signore Gesù!!!
«… l’amico dello sposo …».
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 3, 23-32a
In quel tempo. Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire». Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito.
Omelia di padre Massimo di Sabato 11 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Messa Vigiliare di Domenica 12 dicembre 2021 – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 3, 23-32a.
In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
Catechesi di padre Massimo di Venerdì 10 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 21, 23-27.
In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Catechesi di padre Massimo di Martedì 30 novembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 4, 18-22.
In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui».
Catechesi di padre Massimo di Domenica 28 novembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Luca 7, 18-28.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».
Catechesi di padre Massimo di Lunedì 22 novembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Marco 1, 1-8.
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Catechesi di padre Massimo di Domenica 21 novembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Marco 1, 1-8.