Archivi tag: prodigi

Lunedì della IV settimana di Quaresima

«… cammina, vai non ti fermare …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 4, 43-54

In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

Catechesi di padre  Massimo di Lunedì  16  Marzo  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 4, 43-54.

2026-03-16_Lunedi_pMG_Catechesi_dalla_Basilica_di_San_Nicola_Tolentino.mp3

«… tuo figlio vive perché hai ascoltato …».

Omelia di padre  Massimo di Lunedì  16  Marzo  2026 – dalla Cripta della Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 4, 43-54.

2026-03-16_Lunedi_pMG_Omelia_dalla_Cripta_della_Basilica_di_San_Nicola_Tolentino.mp3

 

 

 


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San Paolo Miki e compagni

«… fedeli alla verità …».

Lettura dal Vangelo secondo Marco 6, 14-29

In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Catechesi di padre  Massimo di Venerdì 06  Febbraio  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Marco 6, 14-29.

2026-02-06_Venerdi_pMG_Catechesi_dalla_Basilica_di_San_Nicola_Tolentino.mp3

 


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Mercoledì della IV settimana del Tempo Ordinario

«… la novità dello Spirito Santo …».

Lettura dal Vangelo secondo Marco 6, 1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Catechesi di padre  Massimo di Mercoledì 04  Febbraio  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Marco 6, 1-6.

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«… ha desiderato Dio notte e giorno …».

Lettura dal Vangelo secondo Luca 10,1-9
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”.

Omelia di padre  Massimo di Mercoledì 04  Febbraio  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Luca 10, 1-9.

2026-02-04_Mercoledi_pMG_Omelia_dalla_Basilica_di_San_Nicola_Tolentino.mp3

 

 


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Venerdì della XXVI settimana del Tempo Ordinario

«… aiutaci a non sciupare il dono del vangelo …».

Lettura dal Vangelo secondo Luca 10, 13-16

In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».

Catechesi di padre  Massimo di Venerdì  03 ottobre  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Luca 10, 13-16.

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«… il rimprovero di Gesù …».

Omelia di padre  Massimo di Venerdì  03 ottobre  2025 – dal Monastero Santa Teresa – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Luca 10, 13-16.

2025-10-03_Venerdi_pMG_Omelia_dal_Monastero_Santa_Teresa_Tolentino.mp3

2025-10-03_1_parte_Venerdi_pMG_Adorazione_Eucaristica_dalla_Basilica_di_San_Nicola_Tolentino.mp3

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Sabato della XVII settimana del Tempo Ordinario

beato Giovanni da Rieti

«… uomini e donne di verità …».

Lettura dal Vangelo secondo Matteo 14, 1-12

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

Catechesi di padre  Massimo di Sabato 02 agosto  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Matteo 14, 1-12.

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«… un passo verso la giustizia …».

Omelia di padre  Massimo di Sabato 02 agosto  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Matteo 14, 1-12.

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Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

«… il peccato dell’incredulità …».

Lettura dal Vangelo secondo Matteo 13, 54-58

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Catechesi di padre  Massimo di Venerdì 01 agosto  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Matteo 13, 54-58.

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«… la novità di Dio …».

Omelia di padre  Massimo di Venerdì 01 agosto  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Matteo 13, 54-58.

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«… la vita non dipende da ciò che uno possiede  …».

Lettura dal Vangelo secondo Luca 12, 13-21

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Adorazione Eucaristica di padre  Massimo di Venerdì 01 agosto  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano di Domenica 3 agosto – Matteo 13, 54-58.

2025-08-01_Venerdi_pMG_Adorazione_Eucaristica_dalla_Basilica_di_San_Nicola_Tolentino.mp3

 

 

 

 


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San Bonaventura

«… la buona notizia …».

Lettura dal Vangelo secondo Matteo 11, 20-24

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Catechesi di padre  Massimo di Martedì 15 luglio  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Matteo 11, 20-24.

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«… nelle mani di Dio …».

Omelia di padre  Massimo di Martedì 15 luglio  2025 – dal Monastero Santa Teresa – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Matteo 11, 20-24.

2025-07-15_Martedi_pMG_Omelia_dal_Monastero_Santa_Teresa_Tolentino.mp3

2025-07-15_Martedi_pMG_Veglia_di_preghiera_Monastero_Santa_Teresa_Tolentino.mp3

 


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Venerdì della IV settimana del Tempo Ordinario

«… l’amore per la verità …».

Lettura dal Vangelo secondo Marco 6, 14-29

In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Catechesi di padre  Massimo di Venerdì 07 febbraio  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Marco 6, 14-29.

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«… è vangelo …».

Omelia di padre  Massimo di Venerdì 07 febbraio  2025 – dal  Monastero Santa Teresa – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Marco 6, 14-29.

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2025-02-07_Venerdi_2_parte_pMG_Adorazione_Eucaristica_dalla_Basilica_di_San_Nicola_Tolentino.mp3

 


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Sant’Agata

«… lasciamo che Dio si esprima …».

Lettura dal Vangelo secondo Marco 6, 1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Catechesi di padre  Massimo di Mercoledì 05 febbraio  2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Marco 6, 1-6.

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Sabato della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

«… opera creatrice …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 13, 54-58

In quel tempo. Venuto nella sua patria, il Signore Gesù insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Catechesi di padre  Massimo di Sabato 27 luglio  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano –  Matteo 13, 54-58.

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«… Gesù soffre …».

Omelia di padre  Massimo di Sabato 27 luglio  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano –  Matteo 13, 54-58.

2024-07-27_Sabato_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano.mp3


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