Archivi tag: fratello

Lunedì della IV settimana di Quaresima

«… sguardo d’amore …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 7, 1-5

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Catechesi di padre  Massimo di Lunedì 11 marzo  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo  del rito Ambrosiano –  Matteo 7, 1-5.

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Sabato della II settimana di Quaresima

«… tocca i nostri cuori …».

Lettura del Vangelo secondo Marco 6, 1b-5

In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.

Catechesi di padre  Massimo di Sabato 02 marzo  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo  del rito Ambrosiano –  Marco 6, 1b-5.

2024-03-02_Sabato_pMG_Catechesi_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano.mp3

«… non gli credevano …».

Omelia di padre  Massimo di Sabato 02 marzo  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo  del rito Ambrosiano –  Marco 6, 1b-5.

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Venerdì della I settimana di Quaresima

«… la perfezione evangelica …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 5, 20-26

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Catechesi di padre  Massimo di Venerdì 23 febbraio  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Romano –  Matteo 5, 20-26.

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«… Abramo …»

cliccare per aprire la scheda

2024_02_23_Quaresima 2024_Abramo_Il Signore vede_parte1


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Giovedì della prima settimana di Quaresima

«… la nuova Legge …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 5, 20-26

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Catechesi di padre  Massimo di Giovedì 22 febbraio  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano –  Matteo 5, 20-26.

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«… la sapienza biblica …».

Omelia di padre  Massimo di Giovedì 22 febbraio  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano –  Matteo 5, 20-26.

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«… Adorazione Eucaristica …».

 


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Martedì dell’ultima settimana dopo l’Epifania

«… il Dio della vita …».

 Lettura del Vangelo secondo Marco 12, 18-27

In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Catechesi di padre  Massimo di Martedì 13 febbraio  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano –  Marco 12, 18-27.

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«… Dio si vive …».

Omelia di padre  Massimo di Martedì 13 febbraio  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano –  Marco 12, 18-27.

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Martedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

«… si meravigliava della loro incredulità …».

 Lettura del Vangelo secondo Marco 6, 1-6a

In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.

Catechesi di padre  Massimo di Martedì 30 gennaio  2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano –  Marco 6, 1-6a.

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Sabato della III settimana di Avvento

«… l’itinerario che conduce al perdono …».

 Lettura del Vangelo secondo Matteo 18, 21-35

In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Catechesi di padre  Massimo di Sabato 02 dicembre  2023 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano –  Matteo 18, 21-35.

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«… la preghiera …».

Omelia di padre  Massimo di Sabato 02 dicembre  2023 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano –  Matteo 18, 21-35.

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Martedì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il precursore

Memoria del Santo nome della B.V. Maria

«… accresci in noi la fede …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 17, 3b-6

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Catechesi di padre  Massimo di Martedì 12 settembre  2023 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano –  Luca 17, 3b-6.

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Lunedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

«… fidati di Dio …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 6, 39-45

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

Catechesi di padre  Massimo di Lunedì  26 giugno  2023 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano –  Luca 6, 39-45.

2023-06-26_Lunedi_pMG_Catechesi_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano – Copia.mp3


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Venerdì della settimana dopo Pentecoste

santi Marcellino e Pietro

«… fiducia nel Padre …».

Buongiorno a tutti carissimi amici,
oggi è venerdì 2 giugno

 Lettura del Vangelo secondo Matteo 10, 18-22

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

(Trascrizione della catechesi)

La lettura del Vangelo di Matteo potrebbe indurci a pensieri che purtroppo sono stati fatti: pensieri un po’ cupi! Pensieri che ci mettono dalla parte delle persone perseguitate, naturalmente perseguitate da tutti! E noi poveri, che siamo umiliati e schiacciati dai cattivi!
Ci vuole poco a capire che questa non può essere una lettura felice del Vangelo, però nello stesso tempo bisogna anche rendersi conto che quando si dice “a causa del mio Nome”, Gesù vuole dire che tutti rientriamo dentro questa “causa del Suo Nome”: chi sceglie Gesù, chi sceglie la fede in Gesù Cristo, sceglie anche il destino di Gesù Cristo.
E il destino di Gesù Cristo è l’essere figlio di Dio, ma proprio l’essere figlio di Dio, l’appartenenza a Dio come figlio vuole dire anche spesso incontrare delle difficoltà.  E la paternità che Gesù ha sperimentato vuole farla sperimentare anche a noi.
Ora questa paternità non si comprende quando tutto va bene: quando tutto va bene, noi non ci rendiamo conto neppure di chi siamo figli! Ma quando appunto le cose cominciano ad andare male, quando cadono le condizioni che fanno dire: “tu sei un figlio fortunato, sei un uomo fortunato, tu hai questo e questo e quello”, quando tutto diventa avverso, quando le prove aumentano, quando le malattie, le ingiustizie, le inimicizie aumentano, ecco che il Vangelo ci dice: vedete che in quel momento voi potete sperimentare di essere figli del Padre, in quel momento voi potete veramente fare esperienza del Padre!
E ci da dei suggerimenti: innanzitutto non cercate di difendervi con la vostra furbizia arrangiandovi da soli! Sì, non diventate troppo furbi, dicendo “adesso la faccio franca, io sono più intelligente, più furbo”, perché se tu ti difendi da solo, è come se tu volessi salvarti la vita da solo! Ma se tu non ti fidi, se tu vuoi salvarti da solo, vuole dire che non hai nessuna fiducia nel Padre tuo, che agisce sì nel segreto e che agisce però anche nella storia, segretamente. Quindi se tu fai il più furbo, senti il bisogno di organizzarti da solo, di avere degli avvocati umani, il più delle volte tu dimentichi che sei figlio di Dio, dimentichi che il Padre è lì, che ti dona lo Spirito Santo, che ti dice che cosa devi dire,  ti dice come difenderti. Te lo dice nel profondo del cuore, te lo dice come lo ha detto a Gesù! Qualcuno potrebbe dire: “eh sì, bel modo! Ce lo dice come lo ha detto a Gesù e Gesù è morto sulla croce, quindi il suo modo di difendersi non ha funzionato!” In realtà noi sappiamo – questo è il paradosso del Vangelo – che Gesù è stato guidato dallo Spirito Santo nell’accogliere, accettare quella forma di umiliazione! È stato lo Spirito Santo che ha portato Gesù a quella testimonianza altissima, dove Lui non si è difeso secondo il mondo, ma lo Spirito Santo lo ha custodito, lo ha protetto, lo ha fatto diventare come uno scudo, anche se vulnerabilissimo!
Essere vulnerabili, essere attaccabili non vuole dire che lo Spirito ha abbandonato la nostra persona, ma come dice il Vangelo di oggi: aspettate a difendervi umanamente, sarà lo Spirito Santo a farlo, vi metterà le parole in bocca al momento giusto, non vi difendete in modo preventivo, non alzate le mura per non farvi toccare da nessuno! E poi siate perseveranti, ma non aspettate il cedimento dell’altro, non siate furbi, non siate perseveranti nel senso che prima o poi farà il colpo geniale e vincerai tu.

No, aspetta, perché aspettando tu ti accorgerai di come il Signore è fedele così come Gesù ha aspettato, ha avuto fiducia.
“È bene per noi aspettare in silenzio” diceva il profeta Malachia
Così Gesù come una pecora che è stata tosata, non ha aperto bocca, si è lasciato umiliare, si è lasciato bastonare, picchiare sulla testa, incoronare di spine, fino alla fine, fino alla morte ignominiosa…. eppure la sua fiducia non è crollata, è morto con la fiducia. Nel silenzio, lo Spirito lo ha portato ad essere un agnello immolato, una pecora tosata. Non ha parlato, eppure lo Spirito Santo ha parlato tantissimo, proprio lasciandolo muto. Nel suo essere muto fino alla morte, Gesù ha parlato! Nello Spirito Santo, è l’Agnello immolato, è il Signore che vince la violenza con l’umiltà e la debolezza. Lo Spirito Santo ci ha fatto vedere che Dio vince nella debolezza della carne!
Lode e onore a Te Signore Gesù che ci inviti ad essere fedeli, a non avere paura, ad essere perseveranti, non per dimostrare che siamo più forti, ma perché Dio possa veramente manifestarsi nella Sua potenza proprio quando la natura, le nature, la debolezza vorrebbero avere l’ultima parola, ma proprio nella debolezza la potenza di Dio si manifesta e testimonia al mondo che siamo destinati all’eternità!

 Catechesi di padre  Massimo di Venerdì  02 giugno  2023 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 10, 18-22.

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