Archivi tag: vita

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

«… Io sono il pane vivo, disceso dal cielo …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 6, 51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Catechesi di padre  Massimo di Domenica 07 Giugno 2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 6, 51-58.

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«… una vita per fare l’Eucarestia …».

Omelia di padre  Massimo di Domenica 07 Giugno 2026 – dal Monastero Santa Teresa – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 6, 51-58.

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«Gesù Cristo ti dona la Sua anima eucaristica».

Sul Golgota Gesù Cristo ci rivela il senso profondo dell’Eucaristia “Tu diventi quello che ricevi” …unito a Gesù dai la tua vita per i molti che non lo conoscono….

Catechesi di padre  Massimo di Domenica 07 Giugno 2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino.

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Mercoledì della VIII settimana del Tempo Ordinario

«… il regno di Dio …».

Lettura dal Vangelo secondo Marco 10, 32-45

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Catechesi di padre  Massimo di Mercoledì  27  Maggio 2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Marco 10, 32-45.

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«… come agnelli in mezzo ai lupi …».

Omelia di padre  Massimo di Mercoledì  27  Maggio 2026 – dalla  Cripta della Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Marco 10, 32-45.

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Venerdì della V settimana di Pasqua

«… ci ha costituiti …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 15, 12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Catechesi di padre  Massimo di Venerdì 8  Maggio 2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 15, 12-17.

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San Giuseppe Lavoratore

«… innamorato di noi …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni  14,  1-16

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Catechesi di padre  Massimo di Venerdì 01  Maggio 2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 14, 1-16.

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«… qualunque cosa facciate, fatela di buon animo …».

Lettura dal Vangelo secondo Matteo 13, 54-58

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Omelia di padre  Massimo di Venerdì 01  Maggio 2026 – dalla Cripta della Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Matteo 13, 54-58.

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Lunedì della IV settimana di Pasqua

«… la voce del buon pastore, è l’elemento unificante del gregge  …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 10, 11-18

In quel tempo, Gesù disse:
«Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Catechesi di padre  Massimo di Lunedì 27  Aprile  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 10, 11-18.

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«… amore crocifisso …».

Omelia di padre  Massimo di Lunedì 27  Aprile  2026 – dal Cripta della Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 10, 11-18.

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IV DOMENICA DI PASQUA

«… la voce del Pastore …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 10, 1-10

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Catechesi di padre  Massimo di Domenica 26  Aprile  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 10, 1-10.

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«… il pascolo …».

Omelia di padre  Massimo di Domenica 26  Aprile  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 10, 1-10.

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Mercoledì della III settimana di Pasqua

«… avviciniamoci a Gesù, crediamo in lui  …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 6, 35-40

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Catechesi di padre  Massimo di Mercoledì 22  Aprile  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 6, 35-40.

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«… la volontà del Padre …».

Omelia di padre  Massimo di Mercoledì 22  Aprile  2026 – dal Monastero Santa Teresa – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 6, 35-40.

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Mercoledì della IV settimana di Quaresima

«… la volontà di Dio va cercata …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 5, 17-30

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Catechesi di padre  Massimo di Mercoledì  18  Marzo  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 5, 17-30.

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«… la parola più profonda delle nostre orecchie …».

Omelia di padre  Massimo di Mercoledì  18  Marzo  2026 – dalla Cripta della Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 5, 17-30.

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Giovedì dopo le Ceneri

«… il piano di Dio …».

Lettura dal Vangelo secondo Luca 9, 22-25

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Catechesi di padre  Massimo di Giovedì  19  Febbraio  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Luca 9, 22-25.

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«… a causa del suo amore …».

Omelia di padre  Massimo di Giovedì  19  Febbraio  2026 – dal Monastero Santa Teresa – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Luca 9, 22-25.

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II DOMENICA DOPO NATALE

«… il senso ultimo dell’evento …».

Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 1, 1-18

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Catechesi di padre  Massimo di Domenica  04  gennaio  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 1, 1-18.

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«… se non si acoglie la Parola …».

Omelia di padre  Massimo di Domenica  04  gennaio  2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino –  Vangelo del rito Romano – Giovanni 1, 1-18.

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