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DOMENICA IIª DOPO PENTECOSTE

SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO

«… un solo corpo, un solo spirito …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 18 giugno 2017 – ore 17.00 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 4, 16b-22b.

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«… la Comunione con Gesù è qualcosa di più di un pio sentimento …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 18 giugno 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 4, 16b-22b.

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«… com’è bello … com’è bello… com’è bello …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 51-58

In quel tempo. Il Signore Gesù disse alle folle dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Catechesi di padre Massimo di Domenica 18 giugno 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 4, 16b-22b.

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VENERDÌ DELLA Vª SETTIMANA DI PASQUA

«… lo Spirito Santo, è la presenza di Gesù in mezzo a noi …».

Omelia di padre Massimo di Venerdi 19 maggio 2017 – dalla Casa di Riposo S. Marta, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano di Domenica 21 maggio 2017– Giovanni 14, 25-29.

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«… l’amore grande che Dio ha messo nel tuo cuore, si traduce nella luce che c’è nel tuo volto …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 12, 44-50

In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Catechesi di padre Massimo di Venerdi 19 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 12, 44-50.

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MERCOLEDÌ DELLA Vª SETTIMANA DI PASQUA

«… è il desiderio di Dio, portare a compimento la Pasqua, il giorno di Pentecoste …».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 17 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – dopo la recita del Santo Rosario.

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«… l’amore di Dio, per non perderlo, bisogna donarlo …».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì 17 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 12, 20-28.

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«… cadere nella terra, non opporre resistenza e trasformare la nostra vita …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 12, 20-28

In quel tempo. Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 17 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 12, 20-28.

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IVª DOMENICA DI PASQUA

«… chiediamo perdono, per tutte le volte che ci lasciamo rubare l’amore, dai lupi …». 

Omelia di padre Massimo di Domenica 07 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 10, 11-18.

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«… anche questa mattina, Gesù ha bussato al tuo cuore e ti ha invitato a nutrirti della sua parola …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10, 11-18

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio». 

Catechesi di padre Massimo di Domenica 07 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 10, 11-18.

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MERCOLEDI DELLA IIIª SETTIMANA DI PASQUA – Ss. Filippo e Giacomo, apostoli

«… se accogliamo Gesù, accogliamo il Padre ….».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì 03 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 14, 1-14.

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«… coraggio, in questa giornata, anche tu puoi testimoniare il Signore …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 14, 1-14

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 03 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 14, 1-14.

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MARTEDÌ DELLA IIIª SETTIMANA DI PASQUA

«… potrei conoscere tutto del vangelo, ma potrei non desiderare di essere salvato …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 5, 31-47

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

Catechesi di padre Massimo di Martedì 02 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 5, 31-47.

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LUNEDÌ DELLA IIIª SETTIMANA DI PASQUA

«…. Gesù, oggi ci ha detto che: “chi lo segue, chi lo segue da solo, non può fare niente” …».

Omelia di padre Massimo di Lunedì 01 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 5, 19-30.

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«… ”Io  da  solo  non  posso  fare  niente, io cerco solo la volontà del Padre mio ”. Grazie Gesù! …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 5, 19-30

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».

Catechesi di padre Massimo di Lunedì 01 maggio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 5, 19-30.

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DOMENICA IIª DI PASQUA – (della Divina Misericordia)

«… la grazia della fede …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 23 aprile 2017 – ore 17.00 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 20, 19-31.

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«… il Tabernacolo siete voi …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 23 aprile 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 20, 19-31.

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«… dall’incredulità alla fede …». 

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 20, 19-31

In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Catechesi di padre Massimo di Domenica 23 aprile 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 20, 19-31.

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MARTEDÌ DELLA Vª SETTIMANA DI QUARESIMA

«… un figlio può tradire …».

Omelia di padre Massimo di Martedì 04 aprile 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 6, 63b-71.

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«… la fede non può mai essere obbligata …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 63b-71

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.

Catechesi di padre Massimo di Martedì 04 aprile 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 6, 63b-71.

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MERCOLEDÌ DELLA IVª SETTIMANA DI QUARESIMA

«… aiutami a diventare un dono per tutti…».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì 29 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 7, 13-20.

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«… la porta stretta lascia passare solo l’amore …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 7, 13-20

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 29 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 7, 13-20.

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