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GIOVEDI DELLA IIIª SETTIMANA DI QUARESIMA

«… l’attaccamento ai nostri pregiudizi, ci impedisce di vedere …».

Lectio di padre Massimo di Giovedì 23 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano  di Domenica 26 marzo 2017 – Giovanni 9, 1-38b.

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«… il Signore ci sta invitando a fidarci …».

Omelia di padre Massimo di Giovedì 23 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 6, 25-34..

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«… uomo di poca fede … perché ti angoscia? …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 6, 25-34

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Catechesi di padre Massimo di Giovedì 23 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 6, 25-34..

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ULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA detta «del perdono»

«… chiediamo perdono a questo Papà, adesso, noi che siamo tutti figli …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 26 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 15, 11-32.

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… è un amore che ci viene regalato …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 15, 11-32

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Catechesi di padre Massimo di Domenica 26 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 15, 11-32.

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Sabato della settimana della VIª domenica dopo l’Epifania

«… sappiamo che Gesù è andato a prepararci un posto …».

Omelia di padre Massimo di Sabato 18 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 14, 1-6.

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«… non sia turbato il tuo cuore, affidati a me … … tornerò …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 14, 1-6

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Catechesi di padre Massimo di Sabato 18 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 14, 1-6.

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Ordinazione di sant’Ambrogio – vescovo e dottore della Chiesa, patrono della Santa Chiesa Ambrosiana e della Città di Milano

«… grazie Signore Gesù per essere il mio buon e bel pastore … ».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10, 11-16

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 07 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 10, 11-16.

 clic col tasto destro per scaricare il file sul computer: 2016-12-07_Mercoledi_pMG_Catechesi_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano

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SETTIMANA DELLA IIª DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE – VENERDÌ – San Carlo Borromeo vescovo

«… Siamo stati affidati a Gesù dal Padre …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10, 11-15

In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».

Catechesi di padre Massimo di Venerdì 04 novembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, cap. 10, 11-15.

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SETTIMANA DELLA Iª DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE – SABATO

«… Questa vita è un dono, che fiorisce solamente se è in comunione con Dio… “Fidati di me, abbandonati”…».

Omelia di padre Massimo  di Sabato 29 ottobre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano –  Matteo, cap. 16, 24-27.

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Lettura del Vangelo secondo Matteo 16, 24-27

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni». 

Catechesi di padre Massimo di Sabato 29 ottobre 2016 – “Il valore della vita” – Vangelo di Sabato 29 del Rito Ambrosiano – Matteo, cap. 16, 24-27.

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SETTIMANA DELLA Iª DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE – MARTEDÌ

Lettura del Vangelo secondo Marco 10, 17-22

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre»». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. 

Catechesi di padre Massimo di Martedì 25 ottobre 2016 – “Un cuore povero per accoglierti” – Vangelo di Martedì 25 del Rito Ambrosiano – Marco, cap. 10, 17-22.

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SETTIMANA DELLA VIª DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – VENERDÌ

Lettura del Vangelo secondo Luca 21, 34-38

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.

Catechesi di padre Massimo di Venerdì 14 ottobre 2016 – “Il senso della vita” – Vangelo di Venerdì 14 del Rito Ambrosiano – Luca, cap. 21, 34-38.

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XXIIª Domenica del Tempo Ordinario – S. Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa

Tardi ti amai…
«Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace». (S. Agostino)

Omelia di padre Massimo di Domenica 28 agosto 2016 – ore 10,30   – S. Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa –  Vangelo di Giovanni, cap. 10, 11-18.

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« […] Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama, e fa ciò che vuoi. Se tu taci, taci per amore: se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore; e da questa radice non può derivare se non il bene. […] ». (S. Agostino)

Omelia di padre Massimo di Sabato 27 agosto 2016 – ore 18,30  Messa Vespertina del 28 – S. Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa –  Vangelo di Giovanni, cap. 10, 11-18.

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Mercoledì della XXª Settimana del Tempo Ordinario

«Pietro professa la sua fede nel Cristo e poco dopo viene rimproverato da lui come «satana»; la fede infatti non è completa se si limita solo idealisticamente alla figura di Gesù e se non accetta il suo concreto destino di passione e morte. Proprio qui si vede che le vie di Dio possono non coincidere con le vie dell’uomo».

Omelia di padre Massimo di Mercoledi 17 agosto 2016 – ore 08,30   –  Vangelo di Marco, cap. 8, 31-38.

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2016-08-17_Mercoledi_della_XX_Settimana_del_Tempo_Ordinario_pMG_omelia_08_30


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