In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 22 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 6, 19-24.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 08 marzo 2017 – dalle Marche – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 5, 17-19.
«… la quaresima è un tempo favorevole per te che ami Dio …».
Omelia di padre Massimo di Venerdì 03 marzo 2017 – dalla Casa di Riposo S. Marta, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano della 1ª Domenica di Quaresima – Matteo, 4, 1-11.
«… se stai con Lui, la fine è come l’inizio, tutto è in Cristo …».
Lettura del Vangelo secondo Marco 13, 28-31
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Catechesi di padre Massimo di Venerdì 03 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 13, 28-31.
Omelia di padre Massimo di Venerdì 24 febbraio 2017 – dalla Casa di Riposo Santa Marta, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano di Domenica 26 – Luca, 15, 11-32.
«… viviamo questa giornata con la gioia, con la libertà dei figli di Dio …».
Lettura del Vangelo secondo Marco 11, 27-33
In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
Catechesi di padre Massimo di Venerdì 24 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 11, 27-33.
In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Catechesi di padre Massimo di Martedì 14 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 16, 15-20.
In quel tempo. Il Signore Gesù andò nella sinagoga; ed ecco un uomo che aveva una mano paralizzata. Per accusarlo, i farisei domandarono a Gesù: «È lecito guarire in giorno di sabato?». Ed egli rispose loro: «Chi di voi, se possiede una pecora e questa, in giorno di sabato, cade in un fosso, non l’afferra e la tira fuori? Ora, un uomo vale ben più di una pecora! Perciò è lecito in giorno di sabato fare del bene». E disse all’uomo: «Tendi la tua mano». Egli la tese e quella ritornò sana come l’altra. Allora i farisei uscirono e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; / il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. / Porrò il mio spirito sopra di lui / e annuncerà alle nazioni la giustizia. / Non contesterà né griderà / né si udrà nelle piazze la sua voce. / Non spezzerà una canna già incrinata, / non spegnerà una fiamma smorta, / finché non abbia fatto trionfare la giustizia; / nel suo nome spereranno le nazioni».
Lectio di padre Massimo di Giovedì 09 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano di Domenica 12 febbraio 2017– Matteo, 12, 9b-21.
«… Signore, io senza di te non cambierò mai, ti prego, questa mattina, come il buon ladrone, portami in Paradiso …».
Lettura del Vangelo secondo Marco 8, 10-21
In quel tempo. Il Signore Gesù salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà. Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva. Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».
Catechesi di padre Massimo di Giovedì 09 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 8, 10-21.
«… nella vita, noi spendiamo tempo a cercare tanti modi di amare, ma non amiamo secondo Dio e quindi strisciamo. Finché non amiamo come Dio ama, noi strisciamo …».
Lettura del Vangelo secondo Matteo 3, 13-17
In quel tempo. Il Signore Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discende re come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Lectio di padre Massimo di Giovedì 05 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano di Domenica 08.01.2017 – Matteo, 3, 13-17.
«… guardate al Signore che è il centro della storia di ogni uomo …».
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 1, 29a. 30-34
In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Catechesi di padre Massimo di Giovedì 05 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 1, 29a. 30-34.
Catechesi di padre Massimo Giustozzo trasmessa in diretta su RadioMaria martedì 15 novembre 2016 – durata 1 ora e 15 minuti
per scaricare il file audio clicca col tasto destro sul link: I segni del nuovo
Dal Libro del profeta Geremia, capitolo 1 vv. 11-19 Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Che cosa vedi, Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». Il Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla». Quindi mi fu rivolta di nuovo questa parola del Signore: «Che cosa vedi?». Risposi: «Vedo una caldaia sul fuoco inclinata verso settentrione».
Il Signore mi disse:
«Dal settentrione si rovescerà la sventura
su tutti gli abitanti del paese.
Poiché, ecco, io sto per chiamare
tutti i regni del settentrione.
Oracolo del Signore.
Essi verranno e ognuno porrà il trono
davanti alle porte di Gerusalemme,
contro tutte le sue mura
e contro tutte le città di Giuda.
Allora pronunzierò i miei giudizi contro di loro,
per tutto il male che hanno commesso abbandonandomi,
per sacrificare ad altri dèi
e prostrarsi davanti al lavoro delle proprie mani.
Tu, poi, cingiti i fianchi,
alzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti alla loro vista,
altrimenti ti farò temere davanti a loro.
Ed ecco oggi io faccio di te
come una fortezza,
come un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Oracolo del Signore.
Il ciclo di catechesi “Il cammino dell’anima verso Dio” viene proposto da padre Massimo Giustozzo su Radio Maria con cadenza mensile, alle ore 18 del terzo martedì del mese.
PROSSIMO APPUNTAMENTO MARTEDI 20 DICEMBRE 2016
«… Impossibile conoscere la sapienza di Dio, se la si vuole carpire con l’intelligenza mondana …».
«… Lodiamo sempre il Padre, questa lode, caccerà dal nostro cuore tutti gli spiriti di morte…».
Lettura del Vangelo secondo Matteo 11, 25-27
In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 05 novembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap. 11, 25-27.
«… si è distratto Dio? NO! Il terremoto non è la volontà di Dio … è l’ordine della natura, la natura è ferita, come è ferita tutta la creazione, come è ferito il cuore dell’uomo … anche attraverso il male, Dio riesce a fare cose buone … anche attraverso la distruzione, Dio sa ricostruire …»
Omelia di padre Massimo di Mercoledì 02 novembre 2016 – dalle Marche – Vangelo di Giovanni, cap. 6, 37-40.
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 02 novembre 2016 – dalle Marche – Vangelo di Giovanni, cap. 6, 37-40.