«… l’incarico sublime di annunciare il vangelo …».
Lettura dal Vangelo secondo Marco 16, 9-15
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 11 Aprile 2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino – Vangelo del rito Romano – Marco 16, 9-15.
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Adorazione Eucaristica di padre Massimo di Sabato 11 Aprile 2026 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino – Vangelo del rito Romano – Giovanni 20, 19-31.
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 26 aprile 2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino – Vangelo del rito Romano – Marco 16, 9-15.
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Omelia di padre Massimo di Sabato 26 aprile 2025 – dalla Chiesa di San Nicola – Sant’Angelo in Pontano – Vangelo del rito Romano – Marco 16, 9-15 – messa vigiliare di Domenica 27.
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 25 gennaio 2025 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino – Vangelo del rito Romano – Marco 16, 15-18.
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Omelia di padre Massimo di Sabato 25 gennaio 2025 – Messa vigiliare di Domenica 26 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino – Vangelo del rito Romano – Luca 1, 1-4; 4, 14-21.
«… i segni che accompagneranno coloro che credono …».
Lettura del Vangelo secondo Marco 16, 15-20
In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 14 febbraio 2024 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Marco 16, 15-20.
In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Catechesi di padre Massimo di martedì 14 febbraio 2023 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Marco 16, 15-20.
In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi sarànno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Catechesi di padre Massimo di Lunedì 14 febbraio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Marco 16, 15-20.
I due santi patroni d’Europa, Cirillo e Metodio, hanno dato lo spunto alla liturgia di oggi: sono state scelte queste letture perché fanno da sfondo in maniera ottima alla loro vita. Hanno camminato in lungo e in largo per l’Europa, hanno evangelizzato, soprattutto hanno evangelizzato attraverso l’esercizio della carità, hanno riconciliato i popoli.
Popoli che conoscevano Cristo ne avevano poi in qualche modo tradito il messaggio, perché in nome di Cristo si facevano guerra, c’erano contese in nome di Cristo. Purtroppo è una cosa ricorrente nella storia della Chiesa: c’è il primo momento dell’annuncio, la gioia, l’esultanza, l’espansione delle chiese, ma poi le chiese incominciano a rafforzare i propri perimetri, incominciano a dire “noi siamo cosi!” e purtroppo diventano tante volte la brutta copia delle istituzioni umane…. Non sempre, però tante volte succede e succede che si litiga in nome di Dio ed è qualcosa di veramente scandaloso che ferisce proprio il Cuore di Cristo. L’unità: ecco questi due santi hanno amato l’unità delle chiese!
Non mi ricordo il nome, ma c’è una monaca trappista che è in causa… o è serva di Dio o va verso la beatificazione, che è morta circa trent’anni fa e ha donato la vita per l’unità della Chiesa, non usciva mai, quindi lavorava i campi e pregava, perché sentiva forte il dolore di Cristo nelle chiese di oggi per la mancanza di unità. Ecco questa vita mi fa pensare molto, perché l’unità, l’amore tra le chiese è l’evangelizzazione più bella: una chiesa funziona se è unita.
Allora quello che tu dici di Cristo trova una visibilità immediata nella comunione tra i fratelli. Una chiesa che è divisa non è molto migliore di nessun altro E così la storia della Chiesa conosce sempre queste riforme, queste evangelizzazioni: qui sono stati i monaci, qui sono stati questi due santi Apostoli che hanno evangelizzato tanti popoli, hanno riconciliato…. Oggi che cosa bisogna fare nella Chiesa? Oggi mettiamo in primo piano questi due grandi apostoli, ma la chiesa di oggi languisce, anche oggi c’è bisogno di una nuova (evangelizzazione) per dirla come Giovanni Paolo, ma anche papa Francesco parla in qualche maniera di uscire, che è la nuova forma dell’evangelizzazione, che sembra non essere una evangelizzazione, questa di papa Francesco, come la intendevamo noi una volta, come degli eserciti che vanno ad evangelizzare. Papa Francesco ha fatto un passo in avanti, dice che l’evangelizzazione oggi passa attraverso la mitezza, il rispetto dell’altro, riconoscere la bontà in ogni creatura, in ogni razza, in ogni cultura. Che è cambiato per caso il Vangelo? No è lo stesso vangelo che si declina e che va in profondità come l’acqua, va sempre più in profondità. Che vuol dire papa Francesco, che cosa ci sta dicendo oggi la Chiesa? Che bisogna evangelizzare in una maniera che non è come un rullo compressore che passa sopra le culture, le civiltà, le sensibilità… Nemmeno in passato diceva questo la chiesa, però siccome adesso i popoli, le culture, le razze, le religioni convivono come in un cocktail che si vede, è alla portata di tutti, pensare di evangelizzare aprendo la bocca e dicendo: “io vi annuncio Cristo!” e basta non funziona. Bisogna annunciare Cristo con l’amore, con il silenzio, con la pazienza, con la mitezza, con la capacità di riconciliare… perché altrimenti nelle chiese faremo purtroppo sempre quello che vediamo oggi sensibilmente al confine tra la Russia e l’Ucraina!
Due schieramenti!
Quella è la forma plastica degli schieramenti che ci sono anche all’interno della Chiesa: guardateli lì visibilmente! Carri armati di qua, carri armati di là, ognuno c’ha ragione!
Questa contrapposizione è quello che accade anche dentro la Chiesa a volte e non ci si allontana di un millimetro dalla propria posizione.
Ecco, la nuova forma di evangelizzazione secondo me è fare un passo indietro, anche se hai ragione! È fare un passo indietro per fare vivere l’altro, per dargli più spazio!
(Cristo) non si è messo ai confini del cuore dell’uomo con la mitraglia dicendo se non vi convertite, vi uccido tutti, ma ha fatto posto a tutti e allora evangelizzare oggi significa avere fiducia nell’amore, avere fiducia nella capacità del Signore che ha un cuore così grande, ha una capacità di amore che entra dentro i conflitti e si fa carico della separazione degli altri, si fa carico dei peccati degli altri, si fa carico della mancanza di tolleranza, si fa carico di tutto quello che è dolore e separazione negli altri: questo Cristo evangelizza!! Cristo che unisce senza fare rumore, che da la vita per gli altri, che crea degli spazi di vita buona. Ecco il Vangelo buono, la buona notizia, un Cristiano crea un costume di vita, uno stile di vita dove si può vivere con i più diversi. Questa è l’evangelizzazione oggi!
Perché se tu fai come gli schieramenti in Ucraina e ti metti così sulla linea di confine, separi ancora di più! “Io sono cosi”, io direi quasi che il cristiano deve dire il contrario, “io posso diventare anche altro” Il cristiano deve dire “io posso diventare anche altro per amore tuo. Per amore tuo io posso diventare anche altro, non vado a marcare “io sono”, perché c’è solo Dio che può dire “Io Sono”… ma per amore tuo io divento anche altro, io divento maledizione, per amore tuo io mi abbasso, per amore tuo io ti faccio vivere. Ma si può dire questo? Oppure dobbiamo dire “la nostra religione è la migliore di tutte!”? Non ci sarà mai comunione così! Bisogna tornare a Gesù, al Cuore di Gesù, al Suo Sacratissimo Cuore che si apre per fare entrare tutti, i vicini e i lontani. E credo che questa nuova evangelizzazione richieda degli apostoli che si sono formati sulla strada della vita, non tanto sulle accademie, che si sono formati sulle strade della vita dentro le famiglie, dentro i luoghi dove si lavora, dove si capisce che se non hai un cuore docile, non puoi vivere con gli altri. Ecco mi sembra che anche questa nuova Europa abbia bisogno soprattutto di un nuovo annuncio del Vangelo, fatto proprio nell’amore E perciò siamo noi i primi ad essere interpellati ad essere anche un po’ un collante, a fare da collante dentro questa società così frammentata. E si fa da collante proprio cercando di diventare quello che ancora non siamo, cercando di assumere l’altro, di vederne la bellezza sorgiva, che fa riferimento a Colui che ha generato anche me, pur nella diversità. Mi sembra che in passato noi dicevamo più cosi: “noi abbiamo ricevuto la verità, abbiamo il dovere di dirla a tutti”
Giusto! Ma anche gli altri sono nati dalla verità! Cambia, eh? Cambia!
E ringraziamo il Signore che ci dà la luce, ci fa crescere e non ci abbandona mai!
In quel tempo. Il Signore Gesù apparve agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Catechesi di padre Massimo di Domenica 24 ottobre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Marco 16, 14b-20.
In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Catechesi di padre Massimo di Martedì 14 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 16, 15-20.
«Non c’è niente che possa sconfiggere la luce di Dio: essa vince sempre anche se a volte può apparire sconfitta dal rumore e dai bagliori sinistri del peccato».
Omelia di padre Massimo di Lunedì 25 aprile 2016 – ore 08,30 – Vangelo di Marco, cap. 16,15-20.