In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».
Catechesi di padre Massimo di Venerdì 27 maggio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 14, 27-31a.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia».
Catechesi di padre Massimo di Domenica 22 maggio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 16, 12-22.
In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
Catechesi di padre Massimo di Venerdì 20 maggio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 12, 44-50.
In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù disse ai Giudei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.
Catechesi di padre Massimo di Lunedì 16 maggio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 8, 21-30.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Catechesi di padre Massimo di Martedi 08 marzo 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 5, 13-16.
In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi sarànno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Catechesi di padre Massimo di Lunedì 14 febbraio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Marco 16, 15-20.
I due santi patroni d’Europa, Cirillo e Metodio, hanno dato lo spunto alla liturgia di oggi: sono state scelte queste letture perché fanno da sfondo in maniera ottima alla loro vita. Hanno camminato in lungo e in largo per l’Europa, hanno evangelizzato, soprattutto hanno evangelizzato attraverso l’esercizio della carità, hanno riconciliato i popoli.
Popoli che conoscevano Cristo ne avevano poi in qualche modo tradito il messaggio, perché in nome di Cristo si facevano guerra, c’erano contese in nome di Cristo. Purtroppo è una cosa ricorrente nella storia della Chiesa: c’è il primo momento dell’annuncio, la gioia, l’esultanza, l’espansione delle chiese, ma poi le chiese incominciano a rafforzare i propri perimetri, incominciano a dire “noi siamo cosi!” e purtroppo diventano tante volte la brutta copia delle istituzioni umane…. Non sempre, però tante volte succede e succede che si litiga in nome di Dio ed è qualcosa di veramente scandaloso che ferisce proprio il Cuore di Cristo. L’unità: ecco questi due santi hanno amato l’unità delle chiese!
Non mi ricordo il nome, ma c’è una monaca trappista che è in causa… o è serva di Dio o va verso la beatificazione, che è morta circa trent’anni fa e ha donato la vita per l’unità della Chiesa, non usciva mai, quindi lavorava i campi e pregava, perché sentiva forte il dolore di Cristo nelle chiese di oggi per la mancanza di unità. Ecco questa vita mi fa pensare molto, perché l’unità, l’amore tra le chiese è l’evangelizzazione più bella: una chiesa funziona se è unita.
Allora quello che tu dici di Cristo trova una visibilità immediata nella comunione tra i fratelli. Una chiesa che è divisa non è molto migliore di nessun altro E così la storia della Chiesa conosce sempre queste riforme, queste evangelizzazioni: qui sono stati i monaci, qui sono stati questi due santi Apostoli che hanno evangelizzato tanti popoli, hanno riconciliato…. Oggi che cosa bisogna fare nella Chiesa? Oggi mettiamo in primo piano questi due grandi apostoli, ma la chiesa di oggi languisce, anche oggi c’è bisogno di una nuova (evangelizzazione) per dirla come Giovanni Paolo, ma anche papa Francesco parla in qualche maniera di uscire, che è la nuova forma dell’evangelizzazione, che sembra non essere una evangelizzazione, questa di papa Francesco, come la intendevamo noi una volta, come degli eserciti che vanno ad evangelizzare. Papa Francesco ha fatto un passo in avanti, dice che l’evangelizzazione oggi passa attraverso la mitezza, il rispetto dell’altro, riconoscere la bontà in ogni creatura, in ogni razza, in ogni cultura. Che è cambiato per caso il Vangelo? No è lo stesso vangelo che si declina e che va in profondità come l’acqua, va sempre più in profondità. Che vuol dire papa Francesco, che cosa ci sta dicendo oggi la Chiesa? Che bisogna evangelizzare in una maniera che non è come un rullo compressore che passa sopra le culture, le civiltà, le sensibilità… Nemmeno in passato diceva questo la chiesa, però siccome adesso i popoli, le culture, le razze, le religioni convivono come in un cocktail che si vede, è alla portata di tutti, pensare di evangelizzare aprendo la bocca e dicendo: “io vi annuncio Cristo!” e basta non funziona. Bisogna annunciare Cristo con l’amore, con il silenzio, con la pazienza, con la mitezza, con la capacità di riconciliare… perché altrimenti nelle chiese faremo purtroppo sempre quello che vediamo oggi sensibilmente al confine tra la Russia e l’Ucraina!
Due schieramenti!
Quella è la forma plastica degli schieramenti che ci sono anche all’interno della Chiesa: guardateli lì visibilmente! Carri armati di qua, carri armati di là, ognuno c’ha ragione!
Questa contrapposizione è quello che accade anche dentro la Chiesa a volte e non ci si allontana di un millimetro dalla propria posizione.
Ecco, la nuova forma di evangelizzazione secondo me è fare un passo indietro, anche se hai ragione! È fare un passo indietro per fare vivere l’altro, per dargli più spazio!
(Cristo) non si è messo ai confini del cuore dell’uomo con la mitraglia dicendo se non vi convertite, vi uccido tutti, ma ha fatto posto a tutti e allora evangelizzare oggi significa avere fiducia nell’amore, avere fiducia nella capacità del Signore che ha un cuore così grande, ha una capacità di amore che entra dentro i conflitti e si fa carico della separazione degli altri, si fa carico dei peccati degli altri, si fa carico della mancanza di tolleranza, si fa carico di tutto quello che è dolore e separazione negli altri: questo Cristo evangelizza!! Cristo che unisce senza fare rumore, che da la vita per gli altri, che crea degli spazi di vita buona. Ecco il Vangelo buono, la buona notizia, un Cristiano crea un costume di vita, uno stile di vita dove si può vivere con i più diversi. Questa è l’evangelizzazione oggi!
Perché se tu fai come gli schieramenti in Ucraina e ti metti così sulla linea di confine, separi ancora di più! “Io sono cosi”, io direi quasi che il cristiano deve dire il contrario, “io posso diventare anche altro” Il cristiano deve dire “io posso diventare anche altro per amore tuo. Per amore tuo io posso diventare anche altro, non vado a marcare “io sono”, perché c’è solo Dio che può dire “Io Sono”… ma per amore tuo io divento anche altro, io divento maledizione, per amore tuo io mi abbasso, per amore tuo io ti faccio vivere. Ma si può dire questo? Oppure dobbiamo dire “la nostra religione è la migliore di tutte!”? Non ci sarà mai comunione così! Bisogna tornare a Gesù, al Cuore di Gesù, al Suo Sacratissimo Cuore che si apre per fare entrare tutti, i vicini e i lontani. E credo che questa nuova evangelizzazione richieda degli apostoli che si sono formati sulla strada della vita, non tanto sulle accademie, che si sono formati sulle strade della vita dentro le famiglie, dentro i luoghi dove si lavora, dove si capisce che se non hai un cuore docile, non puoi vivere con gli altri. Ecco mi sembra che anche questa nuova Europa abbia bisogno soprattutto di un nuovo annuncio del Vangelo, fatto proprio nell’amore E perciò siamo noi i primi ad essere interpellati ad essere anche un po’ un collante, a fare da collante dentro questa società così frammentata. E si fa da collante proprio cercando di diventare quello che ancora non siamo, cercando di assumere l’altro, di vederne la bellezza sorgiva, che fa riferimento a Colui che ha generato anche me, pur nella diversità. Mi sembra che in passato noi dicevamo più cosi: “noi abbiamo ricevuto la verità, abbiamo il dovere di dirla a tutti”
Giusto! Ma anche gli altri sono nati dalla verità! Cambia, eh? Cambia!
E ringraziamo il Signore che ci dà la luce, ci fa crescere e non ci abbandona mai!
In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire. Allora la folla gli rispose: «Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno; come puoi dire che il Figlio dell’uomo deve essere innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo?». Allora Gesù disse loro: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 29 gennaio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 12, 31-36a.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».
Catechesi di padre Massimo di Domenica 26 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 15, 18-22.
In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».
Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 03 novembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 8, 12-19.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Catechesi di padre Massimo di Giovedì 28 ottobre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 14, 19-26.