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Domenica che precede il Martirio di san Giovanni il Precursore

s. Agostino

«… un grande pastore …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10, 7-18

In quel tempo, Gesù disse: “In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.  Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde;  perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,  così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.  E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.  Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio”.

Catechesi di padre Massimo di Domenica 28 agosto 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 10, 7-18.

2022-08-28_Domenica_pMG_Catechesi_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano.mp3

«… tardi ti amai bellezza infinita …».

 Lettura del Vangelo secondo Matteo 18, 1-10

In quel tempo. I discepoli si avvicinarono al Signore Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, anziché con due mani o due piedi essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te. È meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna del fuoco. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Omelia di padre Massimo di Domenica 28 agosto 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 18, 1-10.

2022-08-28_Domenica_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano.mp3


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Sabato della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

san Bernardo

«… molti degli ultimi saranno primi e i primi ultimi …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 13, 23-30

In quel tempo. Un tale chiese al Signore Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Catechesi di padre Massimo di Sabato 20 agosto 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Luca 13, 23-30.

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«… sforzatevi di entrare nella vita vera …».

Omelia di padre Massimo di Sabato 20 agosto 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Luca 13, 23-30.

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Mercoledì della IV settimana di Pasqua

«… amore disinteressato …».

 Lettura del Vangelo secondo Matteo 7, 13-20

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 30 marzo 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 7, 13-20.

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«… la via stretta …».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì 30 marzo 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 7, 13-20.

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Venerdì della settimana della domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore

sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa

«… cuore appassionato …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10, 7-18

In quel tempo Gesù disse:  «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.   Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.    Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.   Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.   Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.   Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;   egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.   Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,   come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.   E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.   Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.   Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».

Catechesi di padre Massimo diVenerdì 28 agosto 2020 – dalla Parrocchia S. Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 10, 7-18.

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«… la vittoria di Dio …».

Omelia di padre Massimo diVenerdì 28 agosto 2020 – dalla Parrocchia S. Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 10, 7-18.

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Mercoledì della settimana della Domenica che precede il martrio di San Giovanni il Precursore

S. Agostino

«… un cuore pieno di Dio …».

2019-08-28_Mercoledi_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano

«… il buon Pastore …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10, 7-18

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.  Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.  Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.  Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;  egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.  Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,  come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.  E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.  Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».

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SETTIMANA DELLA DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – LUNEDÌ

S. Agostino

«… grazie S. Agostino …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 10,1-10

«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.

Catechesi di padre Massimo di Lunedì 28 agosto 2017-  dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano –  Giovanni 10, 1-10.

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SETTIMANA DELLA IXª DOMENICA DOPO PENTECOSTE – MERCOLEDÌ

Santa Teresa Benedetta della Croce martire e patrona d’Europa

«… arrivo subito …».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì 09 agosto 2017- ore 18.00 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 25, 1-13.

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«… la giustizia definitiva …».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì 09 agosto 2017- dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 25, 1-13.

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«… quando il Signore verrà …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 25, 1-13

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, per le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 09 agosto 2017- dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 25, 1-13.

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GIOVEDÌ DELLA IIª SETTIMANA DI QUARESIMA

«… grazie perché mi hai creato …».

Lectio di padre Massimo di Giovedì 16 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano di Domenica 19 marzo 2017 – Giovanni 8, 31-59.

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«.. siamo figli di un Dio misericordioso e onnipotente …».

Omelia di padre Massimo di Giovedì 16 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 6, 1-6.

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«… nel segreto dell’anima, lì solo, il Padre accoglie le tue primizie … ».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 6, 1-6

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Catechesi di padre Massimo di Giovedì 16 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 6, 1-6.

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Mercoledi, Settimana della Iª Domenica dopo l’Epifania

«… quando c’è la grazia di Dio, cambia la nostra vita …».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì  11 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 1, 21-34.

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«… Gesù è venuto proprio per gli scartati, cioè è venuto per quelli che fanno esperienza di essere nulla, quelli che sono schiacciati dai sensi di colpa, che sono schiacciati da questo mondo …».

Lettura del Vangelo secondo Marco1, 21-34

In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì  11 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 1, 21-34.

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XXIIª Domenica del Tempo Ordinario – S. Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa

Tardi ti amai…
«Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace». (S. Agostino)

Omelia di padre Massimo di Domenica 28 agosto 2016 – ore 10,30   – S. Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa –  Vangelo di Giovanni, cap. 10, 11-18.

2016-08-28_XXII_Domenica_del_Tempo_Ordinario_pMG_omelia_10_30

« […] Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama, e fa ciò che vuoi. Se tu taci, taci per amore: se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore; e da questa radice non può derivare se non il bene. […] ». (S. Agostino)

Omelia di padre Massimo di Sabato 27 agosto 2016 – ore 18,30  Messa Vespertina del 28 – S. Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa –  Vangelo di Giovanni, cap. 10, 11-18.

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