In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 02 luglio 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Luca 11, 37-42.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Omelia di padre Massimo di Sabato 02 luglio 2022 – Messa vigiliare di Domenica 03 luglio – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 5, 21-24.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 04 giugno 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 16, 5-14.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Catechesi di padre Massimo di Venerdì 03 giugno 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 16, 5-11.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Catechesi di padre Massimo di Giovedì 24 marzo 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 6, 25-34.
In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Omelia di padre Massimo di Giovedì 24 marzo 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Messa Vigiliare del 25 marzo 2022 – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 6, 25-34.
In seguito alla guerra in Ucrania, in comunione con la preghiera di tutta la Chiesa, propongo di fare (per chi desidera), oggi giovedi 17 marzo, un giorno di digiuno e preghiera in modo da terminare la sera con la nostra supplica di fronte a Gesù Eucaristico.
padre Massimo
«… il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà …».
Lettura del Vangelo secondo Matteo 6, 1-6
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Catechesi di padre Massimo di Giovedi 17 marzo 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 6, 1-6.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».
Catechesi di padre Massimo di Giovedi 10 marzo 2022 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 5, 20-26.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Catechesi di padre Massimo di Sabato 11 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 21, 28-32.
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
È questo un Vangelo che stimola dei ricordi, in particolare anche quelli dell’infanzia. Ognuno ricorda la propria famiglia e anch’io ripenso alla mia: i miei genitori avevano due figli, mia sorella ed io e quando mia madre chiedeva qualche cosa, avevamo un atteggiamento diametralmente opposto. Io ero quello che subito diceva: non ho voglia! Poi però diventavo tutto rosso, perché mi vergognavo di quella risposta e alla fine facevo quello mi avevano chiesto. Mia sorella invece diceva subito sì… e poi rimaneva nel sì! Allora io non sapevo nulla del Vangelo, però mi vergognavo e questa cosa faceva sì che mi muovessi dalla mia posizione, che tornassi sulla mia decisione. Quindi non lo facevo ancora per convinzione, non lo facevo per il Vangelo o perché credevo all’Amore di Dio, ma lo facevo per convenienza. Allora io temevo di avere perso quella considerazione che mamma e papà avevano per me, avevo paura che loro perdessero quella stima per me, sapete la mamma è importante… il papà anche!
Quindi non era ancora il Vangelo a muovermi, non ero cambiato per quello, ma era l’inizio. Anche ora che ho la fortuna, la grazia di confessare, capita che quando confesso, succede che alcuni piangano dall’inizio alla fine. Nel confessare i loro peccati, piangono davanti a Dio. Io non sono Dio, ma se lo fossi direi loro in quel momento come Gesù: Va’ e non peccare più, i tuoi peccati ti sono perdonati …… Devo dire però purtroppo che questa cosa succede sempre meno, non succede più, perché non ci pentiamo più!
Non c’è più la vergogna, la vergogna può essere una cosa positiva, ma pensate che sforzo che c’è nel mondo per eliminare la vergogna, per fare sì che non ci vergogniamo più, perché i nostri ragazzi non si vergognino. Io mi vergognavo solo a guardare una ragazza, ora si vuole dire che va sempre bene tutto, ma cerchiamo invece di imparare quel pudore, quella riservatezza interiore, impariamo a non parlare sempre di noi a tutti
La vergogna è salutare perché ci muove dentro, perché fa sì che si metta in moto un processo, fa sì che ci convertiamo.
C’è qualcosa che non va, perché non piangiamo più, non ci pentiamo più, ma dobbiamo capire che il pentimento è una grazia, che le lacrime sono una grazia!
Ma perché le confessioni ora sono delle sedute psicologiche? Ci lamentiamo degli altri, diciamo che ci comportiamo così per colpa di questo, di quello, per la situazione, per come ci trattano, perché i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri bisnonni avrebbero fatto questo e quello, per come vivevano… Diamo la colpa ai nostri antenati, al nostro albero genealogico. E basta!
Ma con quanta chiarezza vediamo i peccati degli altri! E invece di vedere e di pentirci dei nostri, ci lamentiamo tutto il tempo perché questo mi ha offeso, quell’altro mi ha offeso, quel sacerdote non mi tratta come tratta gli altri.
Guardate, io non ne posso più di sentire tutti quei discorsi sulla santità e su quanto siamo spirituali. Siamo tutti tanto spirituali! Ma poi non ci pentiamo… Se ci pentissimo veramente dei nostri peccati, la confessione durerebbe un minuto! Ma io ve lo dico: c’è qualcosa che non va!
Noi che ascoltiamo tanta Parola di Dio, noi che veniamo a messa tutti i giorni, noi abbiamo un peso grandissimo sopra di noi!
Noi ascoltiamo tanta parola di Dio, ma poi non ci pentiamo e penso che non ci pentiamo, pur ascoltando tanta Parola di Dio, perché siamo come assuefatti, perché si è creato come un velo: non passa più la bellezza, l’Amore di Dio, ma ci nutriamo di generici argomenti sulla spiritualità. Diciamo: sì sì mi sono convertito dieci anni fa…
E che hai fatto in questi dieci anni? Come se la conversione fosse fatta a Lourdes o a Medjugorje…. ripeti sempre quello, hai fatto tanti digiuni … Ma la conversione è una grazia che dura tutta la vita! Non è vero che ti sei convertito dieci anni fa! Perché dico che non ti sei convertito? Perché oggi non sei convertito! Perché oggi, oggi tu non piangi per i tuoi peccati! Stai pensando ai peccati di vent’anni fa? No oggi, oggi devi sentire quanto è grande la sproporzione tra te e Dio, quanto è grande il Suo Amore, il Suo perdono!!! … Perché tu mi dici sempre che ti sei convertito vent’anni fa? Oggi devi piangere per i tuoi peccati, oggi devi vivere questa sproporzione!!
E secondo me proprio perché siamo tanto superdevoti, ci siamo assuefatti a quello a cui invece bisognerebbe non assuefarsi mai, che è la Misericordia di Dio! Se tu vivi la Misericordia di Dio, ti viene da piangere! E non ti salta in mente per niente di confrontarti con tizio o con caio! Se tu ti confronti sempre e soffri per questo, significa che la Misericordia di Dio è scivolata fuori di te, non è entrata dentro il cuore. Se entra dentro nel cuore l’Amore di Dio, è perché è quello che ci fa convertire, capite?
Ci fa convertire il fatto che Dio mi ha amato per primo, non perché sono bravo. Mi ama per primo, mi ama per primo! Questo Amore così sproporzionato di Dio… eh io mi converto perché entra nel cuore questo misura di Amore che non ha misura!!! Allora sì, io mi converto, mi pento, capite? Ho giudicato quella persona, non me ne importa niente se mi ha fatto del male, l’ho giudicata io, ho fatto più male io, non ho usato il criterio di Dio! Capite che noi andiamo in casa o andiamo in macchina ore e ore con la testa a pensare: questo mi ha fatto questo o quello mi ha fatto quest’altro…. non ci siamo! Proprio noi che veniamo a messa, non ci siamo, non ci siamo. Bisogna pentirsi! E ci si pente se si incontra l’Amore di Dio ! Allora se non ti penti, è perché non hai incontrato l’Amore di Dio e ti sei convinto di essere un bravo spirituale, che parla di Dio agli altri, ma tanto guardate: per me e per voi la prova del nove sono le lacrime sui nostri peccati, la gioia di avere incontrato un Papà buono! E io scoppio di gioia soprattutto perché ho incontrato un Papà buono ed è davanti a questo Papà buono che io mi pento dei miei peccati, mi pento e piango E state tranquilli che non avrete più tempo per avercela con gli altri se incontrate la Misericordia di Dio!
Signore grazie! Grazie! Grazie per questo Vangelo, grazie perché ci inviti alla conversione, grazie Signore Gesù! Fa’ che io mi vergogni sempre dei miei peccati, lode e onore a Te Signore Gesù!!!
«… l’amico dello sposo …».
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 3, 23-32a
In quel tempo. Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire». Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito.
Omelia di padre Massimo di Sabato 11 dicembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Messa Vigiliare di Domenica 12 dicembre 2021 – Vangelo del rito Ambrosiano – Giovanni 3, 23-32a.
In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».
Catechesi di padre Massimo di Martedì 23 novembre 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 12, 14-21.
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Omelia di padre Massimo di Martedì 23 novembre 2021 – dalla Basilica di San Nicola – Tolentino – Vangelo del rito Romano – Luca 21, 5-11.
«… il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà …».
Lettura del Vangelo secondo Matteo 6, 1-6
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Catechesi di padre Massimo di Giovedì 04 marzo 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo 6, 1-6.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».
Catechesi di padre Massimo di Venerdì 26 febbraio 2021 – dalla Parrocchia Santa Rita – Milano – Vangelo del rito Romano – Matteo 5, 20-26.