«Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.».
Omelia di padre Massimo di Mercoledì 31 agosto 2016 – ore 08,30 – Vangelo di Giovanni, cap. 15, 1-8.
«Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace». (S. Agostino)
Omelia di padre Massimo di Domenica 28 agosto 2016 – ore 10,30 – S. Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa – Vangelo di Giovanni, cap. 10, 11-18.
« […] Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama, e fa ciò che vuoi. Se tu taci, taci per amore: se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore; e da questa radice non può derivare se non il bene. […] ». (S. Agostino)
Omelia di padre Massimo di Sabato 27 agosto 2016 – ore 18,30 Messa Vespertina del 28 – S. Agostino Vescovo e Dottore della Chiesa – Vangelo di Giovanni, cap. 10, 11-18.
«Solo chi ha il cuore attento e sveglio per capire quando tornerà il suo Signore non si perde in cose di poco conto e non si lascia andare alla cattiveria».
Omelia di padre Massimo di Giovedì 25 agosto 2016 – ore 07,30 – Vangelo di Matteo, cap. 24, 42-51.
«Bartolomeo, molto sorpreso di constatare che Gesù, che egli non aveva mai visto prima di allora, conosceva già il suo animo, lo riconobbe subito come il Maestro, il Figlio di Dio e il Re d’Israele che stava aspettando».
Omelia di padre Massimo di Mercoledì 24 agosto 2016 – ore 07,30 – Vangelo di Giovanni, cap. 1, 45-51.
Beato Antonio da Amandola: «La fama di santità di San Nicola da Tolentino, lo spinse ad entrare tra gli agostiniani del paese nativo, dove fu ordinato sacerdote. Visse circa dodici anni nel convento di Tolentino. La venerazione che aveva suscitato in vita, per umiltà, spirito d’obbedienza e di mortificazione e per singolare zelo apostolico, non si attenuò con la morte».
Omelia di padre Massimo di Domenica 21 agosto 2016 – ore 11,30 – Vangelo di Luca, cap. 13, 22-30.