Archivi tag: Giuseppe

Vº Giorno dell’ottava di Natale

«… la paura è un sentimento che in fondo ci sfiora ogni giorno, anche quando abbiamo avuto l’annuncio dell’Angelo e la paura ci fa sentire che dobbiamo chiedere al Signore una luce diversa …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 2, 19-23

In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Catechesi di padre Massimo di Giovedì 29 dicembre 2016 – da Pollenza – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 2, 19-23.

2016-12-29_Giovedi_pMG_Catechesi_da_Pollenza


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IVº giorno dell’ottava di Natale – SANTI INNOCENTI MARTIRI

«… il Signore ha fatto esperienza dei profughi, la Madonna, San Giuseppe sono stati guidati da Dio certamente, ma hanno fatto l’esperienza di essere persone che non hanno nessuna sicurezza se non Dio, questo tetto che è il cielo, che è il tetto di tutti, è il tetto di tutti, il nostro cielo …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 2, 13b-18

In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, / un pianto e un lamento grande: / Rachele piange i suoi figli / e non vuole essere consolata, / perché non sono più».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 28 dicembre 2016 – da Pollenza – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 2, 13b-18.

2016-12-28_Mercoledi_pMG_Catechesi_da_Pollenza


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NATALE DEL SIGNORE

«… questo bambino è venuto a ricordarci che noi apparteniamo a Dio …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 2, 1-14

In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli / e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».  

Omelia di padre Massimo  del Natale del Signore – dalla Parrocchia S. Rita, Milano, ore 17.00 – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 1-14.

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«… BUON NATALE …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 1, 9-14

In quel tempo. / Veniva nel mondo la luce vera, / quella che illumina ogni uomo. / Era nel mondo / e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; / eppure il mondo non lo ha riconosciuto. / Venne fra i suoi, / e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto / ha dato potere di diventare figli di Dio: / a quelli che credono nel suo nome, / i quali, non da sangue / né da volere di carne / né da volere di uomo, / ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne / e venne ad abitare in mezzo a noi; / e noi abbiamo contemplato la sua gloria, / gloria come del Figlio unigenito / che viene dal Padre, / pieno di grazia e di verità.

Omelia di padre Massimo nella notte santa del Natale del Signore – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 1, 9-14.

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«… alleluia, è Natale, abbracciamoci, vogliamoci bene, perché siamo tutti figli dello stesso Padre …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 2, 1-14

In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli / e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».  

Catechesi di padre Massimo di Domenica, Natale del Signore 25 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 1-14.

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feria prenatalizia VIIª

«… è voluto nascere dentro questo tempo, per dare al nostro tempo un valore di eternità …».

Omelia di padre Massimo di Sabato 24 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 1, 18-25.

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«… S. Giuseppe è il padre delle nostre famiglie, è il padre delle nostre chiese …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 1, 18-25

Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: / a lui sarà dato il nome di Emmanuele», / che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

Catechesi di padre Massimo di Sabato 24 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 1, 18-25.

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Venerdi – VIª Feria prenatalizia “dell’Accolto”

«… stiamo con Giuseppe e con Maria, camminiamo con loro …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 2, 1-5

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

Catechesi di padre Massimo di Venerdì 23 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 1-5.

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DOMENICA DELL’INCARNAZIONE

«… la bellezza di un Dio che ha bisogno di noi …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 18 dicembre 2016, ore 17.00 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 1, 26-38a.

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«… che senso ha questo saluto nella mia vita oggi? …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 18 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 1, 26-38a.

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«… l’Angelo sta arrivando nella tua casa e l’Angelo ti sta invitando a rallegrarti, perché Dio è con te, perché il Signore è con la tua vita, l’Angelo ti sta invitando a riconoscerti pieno di grazia anche in questo momento che ci sono tante cose che ti preoccupano …».   

Lettura del Vangelo secondo Luca 1, 26-38a

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Catechesi di padre Massimo di Domenica 18 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 1, 26-38a.

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Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe

«… come San Giuseppe, devo imparare a portare tutto davanti a Dio …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 1, 18b-24

In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Catechesi di padre Massimo di Venerdì 16 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 1, 18b-24.

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Immacolata Concezione della beata Vergine Maria

«… Eccomi, fai della mia vita quello che vuoi …».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì 07 dicembre 2016 – Messa Vespertina di Giovedì 08, dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 1, 26b-28.

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«… attraverso la tua povertà, la tua fede, permetti a Dio di fare cose meravigliose …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 1, 26b-28

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Catechesi di padre Massimo di Giovedì 08 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 1, 26b-28.

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«… la Madonna, oggi ci dice: “alzatevi, non strisciate perché siete figli di Dio” …».

Omelia di padre Massimo di Giovedì 08 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 1, 26b-28.

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Lunedì della IIIª settimana di Avvento

«Essere figli di Dio».

Incontro-Catechesi di padre Massimo di Lunedì 28 novembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano .

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«… il Signore, sta bussando anche da tanto tempo al nostro cuore e non sempre gli rispondiamo …».

Omelia di padre Massimo di Lunedì 28 novembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap.  13, 53-58.

 clic col tasto destro per scaricare il file sul computer: 2016-11-28_Lunedi_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano

«… guardati attorno, Gesù ha il volto dell’uomo che ti sta accanto, della donna che ti sta accanto. Gesù ha il volto … questo povero volto che hai tu…». «… quello che ci opprime ci fa zoppicare, perché è un peso che abbiamo addosso, il Signore viene a toglierci questo peso, perché ti dice: “la tua vita mi è cara”…».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 13, 53-58

In quel tempo. Terminate le parabole, il Signore Gesù partì di là. Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Catechesi di padre Massimo di Lunedì 28 novembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap.  13, 53-58.

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Martedì della IVª Settimana del Tempo Ordinario – Presentazione del Signore

«A quaranta giorni dalla nascita il piccolo Gesù viene portato da Maria e Giuseppe nel Tempio di Gerusalemme per essere offerto al Signore».

Omelia di padre Massimo di Martedì  02 febbraio 2016  – ore 18,30 – Vangelo di Luca, cap.  2, 30-32.

clic col tasto destro per scaricare il file sul computer:
2016-02-02_Martedi_Presentazione_del_Signore_pMG_omelia_18_30


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