IVº giorno dell’ottava di Natale – SANTI INNOCENTI MARTIRI

«… il Signore ha fatto esperienza dei profughi, la Madonna, San Giuseppe sono stati guidati da Dio certamente, ma hanno fatto l’esperienza di essere persone che non hanno nessuna sicurezza se non Dio, questo tetto che è il cielo, che è il tetto di tutti, è il tetto di tutti, il nostro cielo …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 2, 13b-18

In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, / un pianto e un lamento grande: / Rachele piange i suoi figli / e non vuole essere consolata, / perché non sono più».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 28 dicembre 2016 – da Pollenza – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 2, 13b-18.

2016-12-28_Mercoledi_pMG_Catechesi_da_Pollenza


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