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DOMENICA DELLE PALME NELLA PASSIONE DEL SIGNORE

«… la salvezza sta qui, è questa settimana qui …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 09 aprile 2017 – ore 17.00 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 11, 55 – 12, 11.

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«… Gerusalemme è il simbolo di questo tempio, che sono io …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 09 aprile 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 11, 55 – 12, 11.

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«… Spendere tutto per il Signore …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 11, 55 – 12, 11

In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo. Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Catechesi di padre Massimo di Domenica 09 aprile 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni 11, 55 – 12, 11.

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MERCOLEDÌ DELLA Vª SETTIMANA DI QUARESIMA

«… andiamo a morire con Lui a Gerusalemme …».

Omelia di padre Massimo di Mercoledì 05 aprile 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 18, 31-34.

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«… la necessità divina …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 18, 31-34

In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 05 aprile 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 18, 31-34.

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S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA B. VERGINE MARIA

«… l’uomo giusto, non coltiva i propri interessi  …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 2, 19-23

In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Omelia di padre Massimo di Lunedi 20 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 2, 19-23.

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«… uomo giusto prega per noi …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 2, 41-49

In quel tempo, i genitori del Signore Gesù, si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

Catechesi di padre Massimo di Lunedi 20 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca 2, 41-49.

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GIOVEDÌ DELLA SETTIMANA DELLA PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

«… la tua vita è bellissima …».

Stralcio dell’Adorazione di padre Massimo di Giovedì 23 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano di Domenica 26 – Luca, 15, 11-32.

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«… la mia eredità è Dio …».

Omelia di padre Massimo di Giovedì 23 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 11, 15-19.

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«… questa mattina, fai l’esperienza di pregare in Spirito e Verità …».

Lettura del Vangelo secondo Marco 11, 15-19

In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: / “La mia casa sarà chiamata / casa di preghiera per tutte le nazioni”? / Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

Catechesi di padre Massimo di Giovedì 23 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 11, 15-19.

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GIOVEDI DELLA SETTIMANA DELLA IVª DOMENICA DOPO L’EPIFANIA – PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

«… perchè il Signore ci ha detto: “chiedete e vi sarà dato? …”».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 4, 46-54

In quel tempo. Il Signore Gesù andò di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea. 

Lectio di padre Massimo di Giovedì 02 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano di Domenica 05 febbraio 2017 –  Giovanni,  4, 46-54.

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«… quando tu cerchi la bellezza, la verità, il Signore, non solo ti viene incontro, ma il Signore colma ogni tua aspettativa …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 2, 22-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo / vada in pace, secondo la tua parola, / perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, / preparata da te davanti a tutti i popoli: / luce per rivelarti alle genti / e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Catechesi di padre Massimo di Giovedì 02 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 22-40.

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SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

«… Gesù, vuole che noi ci amiamo, così come siamo, vuole che ci accogliamo, ci aiuterà lui a sentirci una famiglia di Dio …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 29 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – ore 17.00 Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 22-33.

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«… è Dio che ha inventato la famiglia …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 29 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 22-33.

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«… in questa Domenica, invochiamo lo Spirito Santo, perchè apra una strada ai papà, alle mamme, ai figli, perché dia la gioia ai giovani, di formare una famiglia santa …».

Lettura del Vangelo secondo Luca 2, 22-33

In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo / vada in pace, secondo la tua parola, / perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, / preparata da te davanti a tutti i popoli: / luce per rivelarti alle genti / e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.    

Catechesi di padre Massimo di Domenica 29 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 22-33.

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SABATO DELLA SETTIMANA DELLA IIIª DOMENICA DOPO L’EPIFANIA – S. Tommaso d’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa

«… su, coraggio, apri il tuo cuore …».

Omelia di padre Massimo di Sabato 28 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 20, 17-19.

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«… vieni figlio mio …».  

Lettura del Vangelo secondo Matteo 20, 17-19

In quel tempo. Mentre saliva a Gerusalemme, il Signore Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». 

Catechesi di padre Massimo di Sabato 28 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, 20, 17-19.

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Martedì della settimana della IIª domenica dopo l’Epifania

«… memoria di S. Antonio Abate, padre del monachesimo …».

Omelia di padre Massimo di Martedì  17 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 3, 22-30.

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«…  lo Spirito Santo ci dia la grazia di accogliere Gesù nella povertà e di non giudicare tutto ciò che non conosciamo e di non giudicare mai le persone senza conoscerle, senza vedere cosa c’è nel loro cuore …».

Lettura del Vangelo secondo Marco 3, 22-30

In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Catechesi di padre Massimo di Martedì  17 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 3, 22-30.

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Martedi del Tempo di Natale

«… ti fa capire che ti manca tutto, perchè non vuole che tu ti accontenti delle miserie di questo mondo …».

Omelia di padre Massimo di Martedì  03 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 36-38.

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«… nella vita di tutti i giorni, il Signore viene continuamente a visitarci, a dirci che l’anelito del nostro cuore è la culla dove lui vuole nascere …». 

Lettura del Vangelo secondo Luca 2, 36-38

In quel tempo. C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Catechesi di padre Massimo di Martedì  03 gennaio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Luca, 2, 36-38.

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IVª DOMENICA DI AVVENTO – L’Ingresso del Messia

«… il Signore viene a visitarci, fa ingresso a Gerusalemme… nella tua vita… ».

Omelia di padre Massimo di Domenica 04 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap.  21, 1-9.

 clic col tasto destro per scaricare il file sul computer: 2016-12-04_Domenica_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano

«… è il momento di desiderare che il Signore venga a regnare nella tua vita …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 21, 1-9

In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: / Ecco, a te viene il tuo re, / mite, seduto su un’asina / e su un puledro, figlio di una bestia da soma».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! / Benedetto colui che viene nel nome del Signore! / Osanna nel più alto dei cieli!».

Catechesi di padre Massimo di Domenica 04 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap.  21, 1-9.

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