«… sì, come S. Stefano, anche tu dì sì alla vita, dì sì all’amore, non indietreggiare, non aver paura …».
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 15, 18-22
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».
Catechesi di padre Massimo di Lunedì 26 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 15, 18-22.
«… la fede è un dono che Dio fa a tutti, ma la perseveranza è un dono che fa a quelli che pregano…».
Lectio di padre Massimo di Giovedì 10 novembre 2016 – Vangelo di Domenica 13 del Rito Ambrosiano – Matteo, cap. 24, 1-14. 29-31, «1ª Domenica di Avvento (Anno A) – La venuta del Signore».
«… non aver paura del tuo futuro, non aver paura di quello che ti sembra di aver perso, non fare i conti come li fa lo spirito di questo mondo …».
Lettura del Vangelo secondo Matteo 25, 14-30
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
Catechesi di padre Massimo di Giovedì 10 novembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap. 25,14-30.
«… Se non si ama il Signore, il presente diventa sbiadito…».
Lettura del Vangelo secondo Matteo 24, 45-51
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».
Catechesi di padre Massimo di Martedì 08 novembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap. 24, 45-51.
«Solo chi ha il cuore attento e sveglio per capire quando tornerà il suo Signore non si perde in cose di poco conto e non si lascia andare alla cattiveria».
Omelia di padre Massimo di Giovedì 25 agosto 2016 – ore 07,30 – Vangelo di Matteo, cap. 24, 42-51.
«Quando si pensa di servire gli altri, abbassandosi e lavando i piedi come ha fatto il Signore, veniamo guariti profondamente da ogni desiderio di primeggiare e lo Spirito di Gesù si manifesta chiaramente nella nostra vita».
Omelia di padre Massimo di Sabato 20 agosto 2016 – ore 08,30 – Vangelo di Matteo, cap. 23, 1-12.