SECONDA LETTURA
Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
(Serm. 64 [Lambot 12], 1-4: PLS 2, 798; NBA 30/1, 299ss.)
La sorte dei buoni e dei cattivi
Celebriamo la festa annuale dei martiri. Ammiriamo dunque la gloria dei martiri e imitiamone le azioni. Tutto ciò che avete sentito mentre si leggeva il santo Vangelo: Vi consegneranno nei loro tribunali, e nelle loro sinagoghe vi tortureranno (Mt 10,7), e poi la frase: Allora un fratello tradirà il proprio fratello e un padre il proprio figlio per farlo morire, e ognuno avrà nemicinella propria famiglia (Mt 10,21.36): tutto ciò capiterà
ai buoni e ai cattivi. Infatti i mali che soffrono gli uomini su questa terra sono comuni ai buoni e ai cattivi, allo stesso modo che i beni che hanno gli uomini su questa
terra li hanno ugualmente i buoni e i cattivi. La moltitudine dei martiri dunque, vedendo che molti cattivi soffrono su questa terra molti mali, gridarono a Dio a una sola voce: Giudicami, o Dio, e distingui la mia causa da quella del popolo empio (Sal 42,1). Poiché viene
punito sia il cattivo che il buono, che cosa accadrebbe al buono, se non si distinguesse la sua causa? Quaggiù il buono viene punito, ma viene premiato con la felicità eterna presso Dio. Il cattivo, invece, non solo è punito quaggiù, ma sarà anche tormentato con l’eterno castigo.
Se dunque amiamo i santi martiri, scegliamo per noi la loro causa per piacere a Dio.
Vedete come nostro Signore Gesù Cristo istruisce i propri martiri col suo insegnamento. Dice: Io vi mando come pecore in mezzo ai lupi (Mt 10,16). Considerate che cosa fa un unico lupo se va in mezzo a molte pecore. Per quante possano essere le migliaia di pecore, se si lancia in mezzo ad esse un unico lupo, si scompigliano e, anche se non vengono sbranate tutte quante, tuttavia vengono atterrite tutte. Che razza di modo d’agire era dunque codesto, che genere di progetto, che tipo di potere, quale grande [prova della] divinità era quella di lasciare entrare non già un lupo tra le pecore, ma di mandare le pecore tra i lupi? Vi mando – egli dice – come le pecore in mezzo ai lupi, non «presso i confini delle tane dei lupi», ma proprio in mezzo ai lupi. I lupi dunque erano un grosso branco, mentre le pecore un piccolo gregge; ma dopo che il branco di lupi ebbe ucciso il piccolo gregge di pecore, i lupi si convertirono e divennero pecore. Ciononostante il Signore si rivolge a tutti, non solo
a coloro che vivevano allora e ascoltavano il Signore, ma anche a coloro che per opera loro avrebbero creduto nel Signore e a coloro che fino a noi e dopo di noi sino alla fine del mondo sarebbero subentrati, con la loro nascita, agli altri che sarebbero partiti da questo mondo alla loro morte; a tutti il Signore dice: Sarete odiati da tutti a causa mia (Mt 10,22). In verità è stato predetto che la Chiesa si sarebbe diffusa tra tutti i popoli. Come leggiamo che è stata fatta la promessa, così vediamo che è stata adempiuta. Tutti i popoli sono cristiani, e d’altra parte non sono cristiani tutti i popoli. Per tutto il campo c’è il frumento, per tutto il campo c’è la zizzania (cfr. Mt 13,24-31). Quando dunque sentite dire da nostro Signore Gesù Cristo: «Sarete odiati da tutti a causa mia», ascoltatelo come frumento; ciò è detto a coloro che sono frumento. Riflettete attentamente con me, perché qualcuno non dica tra sé e sé: «Ciò è stato detto ai discepoli del Signore quando nostro Signore Gesù Cristo li
mandò a predicare la sua parola tra i popoli. [Allora] tutti i popoli li odiavano a causa del suo nome. Adesso invece tutti i popoli glorificano il suo nome. Non dobbiamo pensare d’essere odiati da tutti i popoli, ma d’essere amati da tutti i popoli». O comunità cristiane di
tutto il mondo, o voi che siete frumento del Signore, o germogli cattolici sparsi in tutto il mondo, considerate voi stessi e riconoscete che tutti i popoli vi odiano a causa
di Cristo. Tutti quelli che sono rimasti pagani, tutti quelli che sono rimasti giudei, tutti quelli che deviando dalla retta via sono diventati eretici, non ci odiano forse a causa del nome di Cristo? Ma potrebbe esistere anche un individuo pessimo, che fosse nobile, potente, insigne
per dignità, eminente per autorità; poniamo il caso ch’egli volesse il male e avesse il potere di commetterneassai; anch’egli verrebbe odiato da tutti, ma non a causa di Cristo. L’odio procuratosi sarebbe bensì uguale, ma il motivo differente. Ecco perché il Signore Gesù, poiché sapeva che anche a individui pessimi poteva capitare d’essere odiati da tutti, dopo aver detto: Vi odieranno tutti, soggiunse: a causa mia (Mt 10,22), poiché esaudisce
coloro che dicono: Giudicami tu, o Dio, e distingui la mia causa da quella di un popolo empio (Sal 42,1).
Ascoltiamo dunque quale esortazione ha dato colui che ci ha promesso il premio eterno. Ci ha proposto un agone, ma egli, che assiste al nostro agone, ci aiuta mentre siamo oppressi. Che specie di agone ci ha proposto? Agone equivale a combattimento. Che specie di combattimento dunque il Signore Gesù Cristo c’ingiunge? Eccolo: Siate prudenti come serpenti e semplici come colombe (Mt 10,16). Chi avrà compreso questa ingiunzione,
chi vi si sarà attenuto, chi l’avrà osservata, morirà tranquillo poiché non morirà. Nessuno infatti morirà tranquillo se non chi sa di morire in guisa che per lui la morte avrà fine e la vita avrà il suo premio eterno.
Responsorio Mt 10, 18-19
R/. Sarete condotti davanti a governatori e re per causa
mia, * per dare testimonianza a loro e ai pagani.
V/. Vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire,
R/. per dare testimonianza a loro e ai pagani.
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