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Sabato della settimana della VI domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

  san Tommaso di Villanova

«… condonato …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo  18,23-35

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Catechesi di padre Massimo di Sabato 10 ottobre 2020 – dalla Parrocchia S. Rita – Milano –  Vangelo del rito Ambrosiano – Matteo  18,23-35.

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«… l’eternità …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo  6, 1-4

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Omelia di padre Massimo di Sabato 10 ottobre 2020 – dalla Parrocchia S. Rita – Milano –  Vangelo  secondo Matteo  6, 1-4.

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IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE

«… le nozze …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 17 giugno 2018 –  dalla Parrocchia S. Rita – Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 22, 1-14.

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«… l’abito nuziale …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 22, 1-14

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Catechesi di padre Massimo di Domenica 17 giugno 2018 –  dalla Parrocchia S. Rita – Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo 22, 1-14.

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Giovedi della Settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

«… nel deserto con la mia debolezza …».

Lectio di padre Massimo di Giovedi 15 febbraio 2018 – dalla Parrocchia S. Rita –  Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano  di Domenica 18 febbraio 2018 – Matteo 4, 1-11.

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«… metti amore, dove c’è odio …».

Omelia di padre Massimo di Giovedi 15 febbraio 2018 – dalla Parrocchia S. Rita –  Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco 13, 9b-13.

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«… non sia tentato il vostro cuore …».

 Lettura del Vangelo secondo Marco 13, 9b-13

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Catechesi di padre Massimo di Giovedi 15 febbraio 2018 – dalla Parrocchia S. Rita –  Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco 13, 9b-13.

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GIOVEDÌ DELLA SETTIMANA DELL’ULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

«… Gesù, ci fa essere uomini e donne fino in fondo…».

Lectio di padre Massimo di Giovedì 02 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano della 1ª Domenica di Quaresima – Matteo, 4, 1-11.

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«… cominciamo a credere da questa sera, che l’amore è più forte del male, l’amore è più forte del peccato …».

Omelia di padre Massimo di Giovedì 02 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 9, 9b-13.

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«… io e te, nella nostra debolezza, possiamo testimoniare Cristo e lasciarci guidare dallo Spirito Santo, perché lui, vi ricordate? ci ha promesso proprio questo: “Io sarò con voi tutti i giorni”, anche questa mattina quindi …».

Lettura del Vangelo secondo Marco 13, 9b-13

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Catechesi di padre Massimo di Giovedì 02 marzo 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Marco, 9, 9b-13.

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Domenica Vª dopo l’Epifania

«… in questo momento il Signore sta chiamando tutti ad essere luce …».

Catechesi di padre Massimo di Domenica 05 febbraio 2017 – al gruppo Totus Tuus – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Atti degli Apostoli cap. 8.

2017-02-05_Domenica_pMG_Catechesi_gruppo_Totus_Tuus

«… abbiamo bisogno di ritornare a Gesù, come il funzionario …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 05 febbraio 2017 – ore 12,15 dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 4, 46-54.

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«… Signore, salva la mia vita, perché io mi fido di te …».

Omelia di padre Massimo di Domenica 05 febbraio 2017 – ore 08,30 dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 4, 46-54.

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«… sei tu che ti devi mettere in cammino! In questo momento, il Signore ha toccato il tuo cuore, va’! va’! …».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 4, 46-54

In quel tempo. Il Signore Gesù andò di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

Catechesi di padre Massimo di Domenica 05 febbraio 2017 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 4, 46-54.

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«… torna a casa con la forza di Dio…».

Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni 20, 1-8

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

                Cristo Signore è risorto!

Omelia di padre Massimo di Sabato 04 febbraio 2017 – Messa Vespertina di Domenica 05 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 20, 1-8.

2017-02-04_Sabato_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano_ore_18_Messa_Vespertina


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IVª DOMENICA DI AVVENTO – L’Ingresso del Messia

«… il Signore viene a visitarci, fa ingresso a Gerusalemme… nella tua vita… ».

Omelia di padre Massimo di Domenica 04 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap.  21, 1-9.

 clic col tasto destro per scaricare il file sul computer: 2016-12-04_Domenica_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano

«… è il momento di desiderare che il Signore venga a regnare nella tua vita …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 21, 1-9

In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: / Ecco, a te viene il tuo re, / mite, seduto su un’asina / e su un puledro, figlio di una bestia da soma».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! / Benedetto colui che viene nel nome del Signore! / Osanna nel più alto dei cieli!».

Catechesi di padre Massimo di Domenica 04 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap.  21, 1-9.

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Sabato della IIIª settimana di Avvento

«… la vita vera è quella che ci dà il Signore… ».

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 5, 24-29

In quel tempo Gesù rispose ai Giudei. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Omelia di padre Massimo di Sabato 03 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Giovanni, 5, 24-29.

 clic col tasto destro per scaricare il file sul computer: 2016-12-03_Sabato_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano

 

«… se il Padre mi perdona tutto, se il Padre è disposto a raccogliermi sempre, anche io sono chiamato  ad avere questa apertura di cuore, anche io sono chiamato a desiderare che tutti si salvino …».

Lettura del Vangelo secondo Matteo 18, 21-35

In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Catechesi di padre Massimo di Sabato 03 dicembre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano Vangelo del Rito Ambrosiano – Matteo, cap.  18, 21-35.

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IIª DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE – La partecipazione delle genti alla salvezza

 “La nostra vita è nelle mani di Dio”

«… Preghiamo Gesù che ci renda forti  e ci aiuti ad essere attaccati a Lui sempre …».

Omelia di padre Massimo  di Domenica 30 ottobre 2016 – dalla Parrocchia S. Rita, Milano – Vangelo del Rito Ambrosiano –  Matteo, cap. 22, 1-14.

clic col tasto destro per scaricare il file sul computer: 2016-10-30_Domenica_pMG_Omelia_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano

Lettura del Vangelo secondo Matteo 22, 1-14

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Catechesi di padre Massimo di Domenica 30 ottobre 2016 – “Le nozze tra Dio e l’umanità” – Vangelo di Domenica 30 del Rito Ambrosiano – Matteo, cap. 22, 1-14.

clic col tasto destro per scaricare il file sul computer: 2016-10-30_Domenica_pMG_Catechesi_dalla_Parrocchia_S_Rita_Milano


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SETTIMANA DELLA IVª DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – MERCOLEDÌ

Lettura della lettera di san Giacomo apostolo 3, 13-18
«Carissimi, chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità. Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia».

Catechesi di padre Massimo di Mercoledì 28 settembre 2016 –  Vangelo di Luca, cap. 19, 11-27.

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Giovedì della XXª Settimana del Tempo Ordinario

«Noi siamo stati invitati a questa festa di nozze e siamo i chiamati di cui parla il Vangelo di oggi. Per essere degni di partecipare a queste nozze, abbiamo bisogno della veste nuziale: tale abito lo prepariamo giorno per giorno attraverso le buone opere che compiamo nel nome di Dio».

Omelia di padre Massimo di Giovedi 18 agosto 2016 – ore 08,30   –  Vangelo di Matteo, cap. 22, 1-14.

clic col tasto destro per scaricare il file sul computer:
2016-08-18_Giovedi_della_XX_Settimana_del_Tempo_Ordinario_pMG_omelia_08_30


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